JetStream accelera le query note nei database esistenti
In parole semplici
I database gestiscono molti tipi di query, ma questa flessibilità può rallentare le query che si conoscono già. JetStream aggiunge a un database esistente acceleratori generati apposta per determinate query; il database continua a gestire l’archiviazione, le scritture e le altre query.
Alcuni acceleratori conservano dati aggiuntivi per evitare lavoro quando rispondono a una query. Sulle 22 query testate, la versione con stato ha avuto letture molto più rapide in media rispetto a DuckDB. Il risultato riguarda quelle query, non ogni database o query.
La ricerca
Le query note di un database possono essere eseguite più rapidamente senza spostare i dati in un sistema separato o rinunciare alle scritture e alle query meno prevedibili?
JetStream affronta questo compromesso affiancando a un database esistente acceleratori generati per le query; il database continua a gestire l’archiviazione e le altre operazioni.
JetStream genera acceleratori per le query accanto a un database esistente, con riepiloghi opzionali mantenuti aggiornati e prove opzionali, per velocizzare le query note lasciando al database gli altri compiti.
I risultati in sola lettura su TPC-H confrontano JetStream con DuckDB per tutte le 22 query, con fattore di scala 20. Gli acceleratori senza stato hanno ottenuto un aumento medio geometrico di 2.1x nella velocità di lettura con 32 thread; quelli con stato 315x e quelli verificati 93x.
Queste medie geometriche combinano i rapporti di velocità delle singole query e riassumono quelle testate, senza descrivere il risultato di ogni query. Con un aggiornamento ogni 15 secondi, il miglioramento medio geometrico del workload sulle 22 query è stato di 120.5x rispetto a DuckDB, conteggiando letture e costi di manutenzione.
I risultati riguardano il workload TPC-H testato e sei query SEC-EDGAR, non tutti i workload di database.
La garanzia di correttezza delle risposte dipende inoltre dai contratti rispettati dall’host per input e ordine di conferma delle modifiche, oltre che dalla fiducia nella traduzione SQL e nelle interfacce dell’host.
Analisi
Dettagli
- Autori del paper originale
- Akhilesh Balasingam, Amadou Ngom, Geoffrey X. Yu, Tim Kraska
- Inviato ad arXiv
- Licenza
- arXiv non-exclusive